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martedì 20 luglio 2010

Non c'è rimedio

Dedicata a chi mi vuole male

"Mi son comprato il 1.2 facendo l'operaio e adesso voglio gli interessi come un usuraio..."

"e so cos'e' la fame e non mi piace"

"A volte mi piglia un nervoso e mi si vede ombroso, ti sembro pensieroso, mi sento pericoloso, sale l'acido nello stomaco, e quando mangio merda non sempre cago zucchero"

"vorrei una lira per ogni attimo della mia ira"

"Nel mio passato non c'e' oro"

"non mi dimentico di niente, perdono i miei nemici ma tengo i loro nomi in mente"

"io non sono stato mai "for president" e voglio solo ciò che è giusto per lo sbattimento, in quanto ho gia' assaggiato che sapore c'e' nel fondo, ne ho mangiato tanto tipo, ...sput ! !, e mi fa schifo ! ! !"

"Non c'e' rimedio, no, se ti da fastidio quello che ho, non sono cazzi miei"

"e adesso so quanto vale il tuo sorriso... non c'e' rimedio per te io non mi sbatto più, egoista certo, me l'hai insegnato tu"





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lunedì 29 marzo 2010

Matrimonio, se lo conosci, lo eviti

Tante vite rovinate, tante se ne potranno salvare grazie al passaparola
Continuo a scrutare sul web storie di uomini finiti in mezzo ad una strada per colpa delle donne, o meglio, a causa del matrimonio. E la sensazione che provo è la stessa che mi suscitano filmati simili, ma con protagonista gente rovinata dall’alcool, dalla droga o da cattive compagnie. Penso che molti di noi non si drogano, non esagerano nel bere e non rubano per non rovinarsi la vita. Spesso ci si salva osservando le esperienze negative altrui.
Non so voi, ma io personalmente, credo che le testimonianze che sto reperendo sul benedetto web, da sempre me lodato, mi stiano salvando da eventuali scelte azzardate. Se già non ci credevo nel matrimonio, ora so proprio che può nuocere gravemente alla dignità e alla vita di un uomo.

Francesco Favia


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venerdì 26 marzo 2010

Si stava meglio quando si stava peggio?

Di certo molte laidezze di un tempo stanno decandendo

Siamo nel 2010 e tante cose nel corso dei decenni sono cambiate o sono decadute. Per quanto io personalmente sia un tipo nostalgico, amante di certe epoche lontane, magari legate alla mia infanzia, credo che comunque si siano fatti tanti passi in avanti. Al di là dei vari progressi scientifici e tecnologici, si sono fatti tanti progressi mentali. Ormai molta gente si è accorta che come i politici, anche gli uomini di chiesa, o la maggior parte per lo meno, non sono altro che dei “mangiapagnotta”, uomini non altezza di esser definiti tali. Gente che predica bene, ma razzola peggio di un animale nella stagione dell’accoppiamento. Recente è anche l’attacco del New York Times al papa, in merito di quelle negligenze nei confronti dei tanti predi pedofili che ci sono in giro. Una cosa è certa. I preti cattolici sono tutti gay o pedofili e se non sono tali, alla fine si scopre che molestano donne frequentanti la comunità parrocchiale. Molti servizi in televisione hanno portato alla luce tanti ributtanti episodi celati magari da secoli.
E proprio in una di queste trasmissioni di denuncia, nella fattispecie “Le Iene”, ho avuto un’ulteriore conferma di una di quelle cose storiche che sembrano normali, ma in realtà non lo sono. Il matrimonio. Un atto esistente da tantissimi anni. Un atto d’amore? Un atto contrattuale più che altro e soprattutto antiquato per una società individualista come quella di oggi, dove la donna non solo lavora, ma fa anche carriera e di certo non necessita di essere mantenuta da un uomo, in cambio di pulizie e pietanze calde da preparare al capo della famiglia. L’amore esiste, non esiste, di certo svanisce o si affievolisce. Cosa c’era di meglio per una donna, farsi portare all’altare per avere per sempre un tetto sopra la testa?
Oggi i tempi sono cambiati, gli uomini si sono un po’ svegliati e sono anche meno pressati rispetto ad un tempo, certo è che molti ancora ci cascano.
Io sono anni che vedo gente, conoscenti, colleghi, familiari che col matrimonio si è rovinata la vita o quasi o comunque ha perso la serenità di un tempo.
Ieri, come già accennato, vedendo questo servizio delle Iene ho avuto non solo un’ulteriore conferma, ma un disgusto tale, che sono sicuro che resterò scapolo per tutta la vita.
Io vi invito gente non solo a guardare questo video che vi ripropongo, ma anche a diffonderlo, perché, per citare il titolo di un noto best seller, il mondo deve sapere.

Francesco Favia



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domenica 21 febbraio 2010

60° festival della canzone italiana tra fischi e polemiche

Spudoratamente Sanremo, ma trionfa la normalità della Clerici

Si è sempre un po’ dubitato della limpidezza della gara canora sanremese, ma in questa splendida edizione del 2010, non si è sfiorato, ma oltrepassato di gran lunga l’incredibile. Incredibilmente spudorati, per via di soldi o cos’altro, hanno fatto giungere nelle prime tre posizioni “artisti” alquanto discutibili. Non vorrei fare illazioni o essere polemico, ma la polemica era sotto gli occhi di tutti, anzi nelle orecchie di tutti. Fischi a iosa per il trio delle meraviglie composto da un musicalmente riesumato Pupo, un inascoltabile principe di ‘sto stivale, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, decisamente nel posto sbagliato con una canzone sbagliatissima. Più che retorica è proprio paracula quel loro schifo di canzone.
Per il resto la vittoria di Scanu non mi sorprende, anzi se ci scommettevo, avrei vinto un po’ di soldi.
Canzoncina orecchiabile, cantata dai figliocci di Mediaset. Bisogna dire che Scanu è pessimo come voce e come presenza scenica e dovrebbe baciare i piedi ad Alessandra Amoroso. Non ho mai seguito né lei né tanto meno la trasmissione che l’ha lanciata, ma ascoltandola a Sanremo devo dire che se sta avendo successo, se lo merita tutto. Davvero brava, eccezionale nell’interpretazione, la sua calda voce trasmette forti emozioni.
La vincitrice in assoluto è infine solo lei, Antonella Clerici. Naturale, simpatica, dolce e soprattutto come hanno detto in tantissimi, tra i quali anche Povia sul palco, l’Antonellona è soprattutto normale. Una persona normale con tanta gioia di vivere. E’ quello che si vorrebbe vedere in televisione. Forse è per questo che il Grande Fratello ha successo, perché ci si aspetta di vedere in tv la gente normale.
Se in un mondo ridotto alla pazzia, cerchiamo la normalità in televisione, non vi stupite se gente che non ha niente di normale, vuol propinare al mondo canzoni che inneggiano alla normalità, ossia alla giustizia e al lavoro. “Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare a chi ha sofferto veramente” canta Pupo. Beh alla fine il vendersi e il leccare i piedi è normale, è normale in quest’amore di società.

Francesco Favia


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venerdì 19 febbraio 2010

Dedicata a tutti quegli STRONZI che sembrano avere una vita perfetta!!!

6°brano dell'album del 1996 del Blasco "Nessun pericolo...per te"



"Anche se non rischi mai anche se di te non si sa niente mai Anche se non ce l'hai un'amante, un vizio strano... qualcosa dai....
NEANCHE UN PICCOLO DIFETTO... PRATICAMENTE PERFETTO E ALLORA DI' CHE COSA VUOI E DA CHI!!!"

sabato 13 febbraio 2010

Il vecchio albo pretorio và in soffitta!


Articolo 32 comma 5 legge 18/6/2009 n° 69 e integrazioni
Dal 01 Luglio 2010 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno più effetto di pubblicità legale.
Avranno effetto di pubblicità legale solamente gli atti e i provvedimenti amministrativi pubblicati sui siti web

Siete già pronti ?
Non fatevi trovare impreparati !
Fino al 30 giugno 2010 l’attivazione del vostro albo pretorio informatico, con noi è COMPLETAMENTE GRATUITA

Il nostro il sistema innovativo ha i seguenti vantaggi:

Nessuna spesa per l’acquisto di Personal Computer, stampanti, scanner ecc..

Nessuna spesa per l’acquisto di software o per consulenze informatiche

Il personale incaricato alla pubblicazione non dovrà avere alcuna conoscenza informatica
Non è previsto alcun costo per la formazione del personale incaricato

Nessun impatto tecnologico con i sistemi informatici esistenti

Velocità e sicurezza costantemente monitorate e garantite


Per richieste d’informazioni info@albo-online.it
Albo-online via Aleardo Aleardi 40 – 21013 Gallarate (va)


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mercoledì 10 febbraio 2010

Operai Fiat lanciano appello a Fiorello

La classe operaia chiede aiuto a chi nella vita gli è andata bene
Sempre più gente gettata per strada. Sempre più operai sul lastrico. Il cinismo è una prerogativa dei manager?


Leggo su Repubblica.it dell’appello lanciato su Facebook da parte degli operai siciliani della Fiat nei confronti del loro conterraneo Fiorello. “Caro Fiore, da siciliano non dovresti fare spot per l'azienda che sta per mandare a casa più di duemila nostri conterranei. Dacci una mano, dillo chiaro e forte che sei dalla nostra parte".
Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese è una delle tante fabbriche in procinto di chiudere o di realizzare forti tagli, magari per la crisi o magari più semplicemente per spostare la produzione all’estero, lì dove i costi di produzione e il personale costano molto meno. Gente dopo 15, 20 anni viene sbattuta in mezzo a una strada. Famiglia, mutui, spese? Cazzi loro. Ai ricchi manager non gliene può fregar de meno. Non sappiamo quanto al simpatico Rosario Fiorello possa star a cuore la sorte dei lavoratori Fiat, ma di certo in questo mondo ognuno pensa al proprio tornaconto, a prescindere in questo caso da impegni contrattuali, difficili da rescindere.
Signor Favia, lei scrive sempre più raramente, ma quando scrive, parla sempre di tali problematiche, di crisi, di lavoro. E signor Favia è sempre più acido! Cosa le prende?
Mi prende un disgusto tale che fra un po’ muoio soffocato dal mio vomito. E siamo tutti acidi come ‘sto cazzo di vomito, chi più chi meno. Un povero disgraziato ti chiama da un maledetto call center per guadagnare onestamente qualche spicciolo: “Vaffanculo!” dall’altra parte della cornetta, magari maledicendolo pure. Vaffanculo, perché anche chi si sente molestato nella sua privacy, avrà avuto una giornata di merda a lavoro. Siamo tutti cinici ed egoisti. Poveri, ricchi, belli e brutti. Non dobbiamo stupirci se a chi va bene nella vita, non gliene può fregar niente di chi sta inguaiato. Se fosse il contrario, nessuno penserebbe a lui. Fiorello ha fatto tanta gavetta da giovane e magari gli diedero anche dello scansafatiche perché non faceva l’operaio o un lavoro normale. Eppure sicuramente si sarà ammazzato di lavoro nel far l’animatore. Ora se non rispondesse ad appelli solidali, lo capirei. Questo mondo è una giungla, dove il debole viene sopraffatto dal vincente. Siamo tutti dei Gordon Gekko, nel bene o nel male. Sul lavoro subiamo continuamente torti ed umiliazioni. E non importa se si è lavoratori dipendenti o liberi professionisti. Per portare il pane a casa, bisogna sottostare sempre a qualcosa o a qualcuno e cedere ai compromessi. A volte basta di credere di avere il posto fisso per essere arroganti con un povero precario, poi se le cose vanno storte per imprevisti della vita, si piange miseria. Impariamo tutti ad essere rispettosi di chi cerca di portare il pane a casa onestamente. Certamente i furbi ci sono in tutte le categorie, ma non a caso esistono le associazioni dei consumatori.
Provate a dar una barca di soldi ad un povero Cristo che sgobba come un mulo, 8-10 ore al giorno per sfamarsi e per dormire in un letto caldo e vedrete come darà vita ai propri desideri di rivalsa, diventando uno dei peggiori esseri della Terra.
Lasciamo stare Fiorello, lui di certo non è San Francesco e non rinuncerà mai al denaro. La situazione per quei poveri lavoratori e per le loro famiglie è di certo drammatica, come lo è per altro per tanti precari come il sottoscritto. Bisogna prendersela con il Governo, con se stessi, non lo so. Forse sarebbe meglio non esser mai nati. E se non siete benestanti, non mettete al mondo pargoletti, probabili futuri disgraziati in questo schifosissimo mondo puzzolente.

Francesco Favia


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sabato 2 gennaio 2010

SMI-LAZIO: AL VIA CAMPAGNA DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE PER OPERATORI SANITARI ADDETTI ALLA CAMPAGNA VACCINALE VIRUS A-H1N1

La Fnomceo in collaborazione con Assimefac, società scientifica del Sindacato dei Medici Italiani, presenta il corso di formazione per operatori sanitari

In occasione della riunione prevista il prossimo 22 dicembre alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, verrà presentato il corso formativo-informativo relativo alla gestione della pandemia influenzale del virus A-H1N1, promosso ed organizzato dalla FNOMCeO (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) in collaborazione con ASSIMeFaC (Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità) e le altre società scientifiche di medicina generale. L’obiettivo dell’attività formativa è quello di fornire gli operatori sanitari degli strumenti necessari per gestire nel miglior modo possibile la campagna vaccinale contro l'influenza 'A', garantendo al tempo stesso ai cittadini un'assistenza sanitaria di qualità. “La Fnomceo in collaborazione con ASSIMeFaC, illustrerà, alla presenza del Ministro della salute, un nuovo e dettagliato piano di formazione-informazione, rivolto ai principali attori della sanità impegnati nella profilassi vaccinale – spiega Claudia Felici, dirigente nazionale di ASSIMeFaC - riteniamo fondamentale l’intervento formativo al fine di tutelare i cittadini disorientati da una informazione sul virus A-H1N1 che, talvolta, i media hanno gestito in modo frammentario e, spesso, contraddittorio. Si tratterà, pertanto, di corsi mirati ed aperti a tutte le figure professionali: dai medici di medicina generale (di famiglia, di continuità assistenziale, di medicina dei servizi), agli ospedalieri. Il momento formativo sarà diretto anche a tutti i professionisti del comparto sanitario che hanno ruolo attivo e primario nella vaccinazione e nell’informazione”. Una iniziativa indispensabile anche secondo Paolo Marotta, sindacalista dello Smi-Lazio: “Diffondere un’informazione scientificamente corretta, è il primo passo per tranquillizzare i cittadini in relazione al virus A-H1N1. Purtroppo, finora, sono stati fatti inutili allarmismi o, al contrario, sono state date false rassicurazioni, senza un reale fondamento scientifico. Per tale motivo lo Smi-Lazio darà il proprio contributo affinché i cittadini abbiano informazioni corrette e risposte adeguate in materia di pandemia influenzale ”.


Smi-Lazio Ufficio Stampa

Elisabetta Menga

349/ 21.19.335

elisabettamenga@gmail.com



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SMI-PUGLIA DENUNCIA: URGE MESSA IN SICUREZZA DELLE SEDI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

A seguito dell’aggressione dello scorso 30 novembre presso la postazione di Rignano Garganico, il Sindacato dei Medici Italiani chiede l’immediata tutela del personale sanitario addetto all’ex guardia medica

Il Sindacato dei Medici Italiani della Puglia esprime profonda solidarietà e sostegno alla collega aggredita lo scorso 30 novembre presso la postazione di continuità assistenziale di Rignano Garganico. Lo Smi-Puglia evidenzia, altresì, l’urgenza della messa in sicurezza di tutte le sedi dell’ex guardia medica dislocate sul territorio regionale. Un’operazione di restyling non più rinviabile, sottolineano i sindacalisti, affinchè vengano concretamente tutelati gli operatori sanitari. Con particolare riferimento alle dottoresse costrette a svolgere il proprio turno, da sole, in paesi sperduti della provincia, con tutti i rischi del caso. “In primis lo Smi-Puglia intende rivolgere la propria solidarietà alla collega vittima della brutale violenza – dichiara Anna Lampugnani, responsabile nazionale continuità assistenziale e segretario regionale Smi- Puglia - A tal proposito il Sindacato dei Medici Italiani ritiene estremamente grave e vergognoso che si verifichino, puntualmente, episodi di efferata violenza nei confronti dei medici addetti al succitato servizio; ma è altrettanto inaccettabile che, nonostante i reiterati fatti di cronaca, nessuno faccia nulla per rendere definitivamente sicure le sedi dell’ex guardia medica. Anzi, proprio in relazione all’episodio in questione, il maggior sindacato rappresentativo dei medici di medicina generale, attraverso una nota stampa, ha colto l’occasione per riproporre discutibili soluzioni in materia di continuità assistenziale: ovvero la chiusura delle medesime postazioni, per mettere gli operatori sanitari della continuità assistenziale a completo servizio dei medici di famiglia. Per quale motivo, invece, non si procede con la messa in sicurezza di strutture sanitarie in condizioni critiche ormai da svariati anni? Parliamo di un servizio indispensabile per i cittadini; svolto con grande abnegazione da professionisti sempre più spesso in balia di aggressioni e pericoli di ogni genere. E i fatti di cronaca, purtroppo, lo dimostrano ancora una volta. Cos’altro deve accadere - conclude Anna Lampugnani - per far si che, chi di competenza, intervenga fattivamente per mettere al sicuro il personale medico?”. “Evidentemente qualcuno vuol aspettare “ il morto” prima di intervenire sulla continuità assistenziale – aggiunge Franco Florio, medico di medicina generale dello Smi-Puglia - Quello che è accaduto alla collega presso la sede di Rignano Garganico è gravissimo. Nostro malgrado continuiamo a dover esprimere solidarietà ai medici vittime di aggressioni perché lasciati soli in avamposti di frontiera della medicina generale. Proprio per questo lo Smi-Puglia non lascerà che la questione venga ridotta al solo problema della sicurezza sul posto di lavoro, ma si impegnerà con tutto il rigore necessario affinchè la riqualificazione del ruolo e della funzione della continuità assistenziale sia fattiva e non solo enunciata. Riteniamo urgente l’allocazione dell’ex guardia medica nell’organizzazione strutturata della medicina territoriale e delle cure domiciliari. Pertanto il Sindacato si attiverà – conclude Franco Florio - per dare corpo ad una riorganizzazione complessiva della medicina del territorio, che non può più avere medici di serie A e di serie B”.

Ufficio Stampa Smi-Puglia

Elisabetta Menga

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domenica 25 ottobre 2009

Si ferma al distributore per gonfiare la bambola gonfiabile

Un arzillo pensionato segue l'esempio del coetaneo Berlusconi, ma le escort sono troppo care

BIELEFELD - E' una bella giornata di fine inverno, anche nei sobborghi di Bielefeld, popoloso centro della Westfalia. Le telecamere di sorveglianza di un distributore di carburante sono puntate in direzione delle pompe per evidenti questioni di sicurezza e per evitare i ladri del pieno. Mai però si era vista una cosa del genere. La videosorveglianza riprende un pensionato in bicicletta. Berretto e giacca neri l'uomo in sella sulla sua bici con un involucro sul portapacchi. Dopo qualche minuto rieccolo pedalare tranquillamente. Incredibile, ma vero, l'uomo lo si rivede passare, sempre sulla sua bici, sul piazzale del distributore... con una bambola gonfiabile in mano.
Il pensionato, infatti, si era fermato per gonfiare la sua bambola gonfiabile! Un uomo ancora senza un nome, ma che in Germania è diventato popolare, grazie alla Bild, che riporta la curiosa notizia. Interpellato dal boulevard tedesco, il portavoce della catena dei distributori di benzina ha così commentato: "Chiunque può usufruire delle nostre pompe".


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